Nasci, cresci, vivi, muori. Ecco come una canzone rimette i piedi a chi si illude di avere le ali

Come fai ad apprezzare l’altezza se dimentichi cosa significhi stare con i piedi per terra?

In questi anni aumenta vertiginosamente il numero di persone deluse dalla propria vita anche se il benessere aumenta assieme ai comfort e alle possibilità che una persona ha. Per fare un esempio pratico, anni fa prendere un aereo significava “avere soldi”, oggi esistono i viaggi low cost dove puoi andare da una parte all’altra dell’Italia spendendo meno di quanto spendi in benzina in un weekend.

Da cosa arriva quindi tutta questa infelicità? Perché in un mondo pieno di possibilità si cerca di raggiungere l’impossibile all’unico prezzo di sentirsi vittima dei propri desideri?

C’è una canzone che è servita a rispondermi a questo tipo di domande. Una canzone che non è di per sé la risposta assoluta ma un ottimo punto di vista dalla quale partire e alla quale tornare qualora ci si perda.

Sto parlando di Appeso ad un filo di LT

Appeso ad un filo inizia con queste parole, tanto semplici quanto utili a spiegare l’intero concetto della canzone:

Nasci, cresci, vivi, muori. Imparerai solo da tutti i tuoi errori

Sembra una frase fatta, di quelle che trovi su Tumblr allegate alle classiche immagini malinconiche scaricate da internet. Invece è molto di più. La sua cruda semplicità contiene due concetti talmente semplici da mettere sottogamba qualsiasi approfondimento. Il primo è il concetto della vita per ciò che è: un’opportunità completa.

Nasci, cresci, vivi, muori. Nonostante possa sembrare pessimistico e buio come finale, è la cosa più chiara che puoi dare come risposta a chi ti chiede cosa sia la vita. Il bello sta anche nella la frase dopo: imparerai solo da tutti i tuoi errori.

Perché è una bella frase? Esprime una gioia non scontata, una di quelle gioie conquistate con l’esperienza, senza che nessuno ti abbia regalato nulla.

Nella società moderna gli errori sono visti come motivo di vergogna, ecco perché manca sempre di più il vero coraggio. Sbagliare è una naturale conseguenza del fare, chi sbaglia da solo raccoglie i suoi errori e li trasforma in esperienza, chi non vuole mai sbagliare aspetta che gli errori avvengano altrui, rubando continuamente parole dagli altri e continuando a farlo spinto dalla paura di vivere una vita che in realtà non comprende.

Vivere una vita dove si crede di continuo di esser vittime altrui, dove non ci si ferma mai ad osservare ciò che si ha pensando sempre a ciò che si desidera, dove si dimentica l’età in cui la gioia era muovere i primi passi, sommergendola con ambizioni adulte che mirano sempre verso l’alto, portandoti a inveire contro il cielo perché non si hanno le ali ma solo i piedi…vivere una vita così significa vivere una vita di merda dai.

Imparare dai propri errori è una ricchezza che puoi procurarti da solo. Una ricchezza impignorabile. Condividi il Tweet

Il testo di Appeso ad un filo è di una semplicità mostruosa almeno quanto la sua efficacia. Una pagina di diario che sembra riempire le righe vuote che molte persone lasciano quando provano a scrivere qualcosa.

LT, con la magistrale strumentale che ha come base, ripropone (forse involontariamente) un ritmo che può essere associato a una camminata, tamarro e corposo allo stesso tempo. Provate ad ascoltare la canzone e camminare a tempo se non ci credete.

Appeso ad un filo è la possibilità di apprezzare i propri passi, di goderne della possibilità di farli e di ricordare con onore e nessun rimorso tutte le volte che si è inciampati con i propri errori. Se la voglia di volare si è trasformata in una voglia maniacale di vedersi spuntare le ali, cancellando tutta la bellezza di restare coi piedi per terra, LT è quello che ci vuole.

Fonte: Youtube