La pizzica è una danza popolare molto diffusa in Salento, come chi la suona.

In Salento ogni estate nascono gruppi di Pizzica in modo spontaneo, sembra che ad alimentare questo fenomeno sia semplicemente l’umidità del territorio. Con l’arrivo della primavera infatti si respira nell’aria la nascita di nuove piccole band e nuovi ballerini, già addestrati e formati naturalmente con due principi fondamentali: vantare il proprio operato associandolo alla tradizione e snobbare l’operato altrui in tema di bravura e tradizione.

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Ognuno si sente la rappresentazione di un passato che di fatto non esiste più, così che non possa palesarsi e mandare affanculo tutti coloro che si vantano di rispettarlo.

Fortunatamente questo disagio musicale e sociale non appartiene a tutti. Ci sono gruppi e artisti che sanno distinguersi nel rispettare la tradizione e innovare senza preoccuparsi degli altri.

Antonio Catrignanò, ad esempio. Un artista che con umiltà e senso del divertimento sta riuscendo negli anni a portare la pizzica a uno stato di leggerezza tale da non essere solo uno stile chiuso e indiscutibile, ma ad essere un’ispirazione costante per costruire un futuro certo che il passato non si difende riempiendosi la bocca ma riempiendo la memoria.

Nel suo ultimo lavoro, Antonio Castrignanò ha tirato giu una bomba perfetta. Si tratta dell’ultima traccia che prende il nome dall’ep: Aria Caddhipulina appunto. Un brano elettronico venuto fuori grazie all’arte di Boot & Tax che hanno praticamente reso divina la conclusione di questo lavoro.

Sonorità che abbracciano perfettamente il brano originale, sfociando poi in sessioni che sembrano composte da artisti come i Massive Attack. Si, se non fosse per il titolo pensavo lo avessero remixato loro il brano. Complimenti vivissimi ai Boot & Tax per il risultato.

La qualità del brano è davvero magistrale. Ha un’evoluzione continua e mai ripetitiva o stancante. Racconta una vera e propria storia dove la musica prende il ruolo delle emozioni e lascia libera chi la ascolta nell’immaginare le luci, i visi e l’atmosfera di un “Aria Caddhipulina” in versione elettronica.

Viva chi prende la musica con umiltà, conscio che ogni battuta sul tamburello è un tributo alla tradizione, non la tradizione stessa.

Grande Antonio. Buon ascolto


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