Artisti realizzano un’asta per far giocare Americani e Messicani usando il muro che li separa.

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L’arte accende la sensibilità, l’intelletto, le speranze, apre gli occhi senza concedere sconti o paraocchi. L’arte vera è quella capace di fondersi con tutto amplificando messaggi e missioni.

In America il fenomeno dell’immigrazione di massa è stato “risolto” con un metodo vecchio quanto la voglia di fare la guerra: un muro. Dopo Berlino, ecco che anche gli Americani, accorti dell’efficacia in termini propagandistici e di risparmio di politiche integrative, hanno adottato il muro come soluzione all’emigrazione.

Se in Italia, visto l’andazzo di questo periodo, proponessero un muro galleggiante in mare sono convinto che rinuncerebbero anche al reddito di cittadinanza e a qualsiasi bonus pur di realizzarlo. La paura del diverso non è uno scherzo.

altalena muro messico

Dove la pochezza della comodità intellettuale crea mostri, ecco che arriva l’arte a riparare le cose e ad ispirare a qualcosa di più alto dei semplici concetti propagandistici.

Ronald Rael e Virginia San Fratello sono due architetti e artisti da sempre impegnati in progetti che sappiano sposare l’architettura con l’etica e l’arte in generale.

Per il muro tra America e Messico hanno pensato ad un progetto che fa davvero riflettere senza tralasciare di dedicare un pensiero alla tragicità della situazione. Hanno realizzato un’asta rosa capace di passare tra le fessure del muro ed essere usata come un vero e proprio gioco. Completa di due piccoli sedili e due maniglie di sicurezza per restare afferrati, grazie a quest’asta persone che si trovano dai lati opposti del muro possono interagire insieme, giocare e rendere la situazione più leggera.

Il peso di uno solleva l’altro al cielo e poi subito dopo avviene l’esatto contrario. Il gioco insegna che nulla ha senso senza la cooperazione.

La bellezza di quest’opera d’arte è riuscire a unire, far riflettere e donare all’uomo la visione di come un “pezzo” di ferro distrugga un’intero muro se usato con umanità, cuore e cervello.

La cattiveria non arriverà mai allo stesso livello della bontà, poiché si è cattivi proprio perché non si è mai vista la vita dall’alto dei propri fallimenti e vittorie.

Fonte: https://www.instagram.com/rrael/