Salva 6500 bambini prematuri rendendoli “uno spettacolo” a pagamento. La storia di Martin Couney, il falso dottore.

I bambini nati prematuramente non hanno sempre avuto vita facile, anzi, c’è stato un lungo periodo in cui non sopravvivevano nemmeno in quanto le cure erano troppo costose o sconosciute.

Le prime incubatrici nacquero a Parigi nel 1880, erano però apparecchiature sperimentali, costose e difficili da trasportare. Con il passare degli anni però la ricerca su queste macchine riuscì a ridurne i volumi così da poterle trasportare più facilmente.

Il protagonista di questa vicenda, Martin Couney, in quegli anni era amico di un famoso medico francese di nome Pierre-Constant Budin, conosciuto come colui che promuoveva le incubatrici in tutta Europa. Vista la potenzialità di queste macchine Couney pensò di organizzare delle mostre al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e fare in modo che gli ospedali comprassero queste macchine e lo stato ne pagasse le spese.

Martin Couney

Un’impresa davvero difficile.

Organizzò mostre per tutta Europa, ma fu solo in America che trovò un posto dove allestire una mostra stabile e duratura. Allestì un capannone riempiendolo di incubatrici che contenevano i bambini nati prematuramente, era il 1903 e il luogo scelto era Coney Island a Brooklyn.

La mostra consisteva semplicemente in un tour tra le incubatrici contenenti i neonati. Il biglietto costava all’epoca 25 centesimi e con un’ingresso si potevano “ammirare” quei piccoli corpi gracili che sembravano cuccioli di un’altra razza.

I visitatori, affascinati dalla mostra, accorrevano senza sosta e aiutavano Couney a raccogliere fondi da destinare alla cura dei bambini stessi.

Ebbene si, Martin Couney riusciva a curare quei bambini, anche se non era un medico, grazie alla sua intuizione di creare una specie di economia circolare, talmente sperimentale da sembrare folle. Eppure ce la faceva.

Le cure per un bambino nato prematuramente a quei tempi arrivavano a costare circa 15 dollari al giorno, una cifra altissima all’epoca per gli ospedali, per questo i bambini prematuri venivano curati in modo superficiale e lasciati morire qualora non ce la facessero.

Grazie ai ricavi della mostra, si stima che Martin Couney abbia salvato tra il 1903 e il 1940 circa 6500 bambini. La sua opera fu contraddittoria agli occhi dell’uomo ma vincente agli occhi della vita stessa.

Non era un medico, non professava di esserlo, era un semplice uomo che era riuscito a vedere una possibilità di fare qualcosa di buono per l’umanità utilizzando l’ingegno umano, contro ogni logica e opinione altrui. Poco gli fregava se veniva additato come un falso medico o come uno che guadagnava dai problemi altrui, le sue intenzioni erano molto più alte dello sguardo critico che poteva condannarlo.

I visitatori della mostra ricordano come fosse sempre disponibile e gentile ad accompagnarli all’interno e come fosse severissimo con le infermiere a cui vietava di fumare o bere durante il servizio e sopratutto ricordano la sua maniacale passione per la pulizia. L’intera mostra era sempre pulita e splendente, così che i bambini potessero stare in un’ambiente caldo, pulito e ospitale, fino al raggiungimento della loro indipendenza a vivere.

La mostra organizzata a Brooklyn

Dopo la fine della mostra, negli anni 40, l’interesse per le incubatrici vide un calo. La buona notizia è che gli ospedali cominciarono a comprarle e ad allestire reparti dedicati. Pian piano il sogno di Martin Courney si stava avverando.

Morì negli anni 50 all’età di 80 anni. Non fece in tempo a vedere un mondo dove i bambini prematuri potevano sopravvivere per diritto e non per miracolo. Sappiate però che non muore mai una persona così, vive ancora nei bambini che sopravvivono, anche se per poco tempo, sono sicuro che nel calore delle incubatrici moderne ci sia anche l’abbraccio di Martin, assieme a tutte le persone che hanno combattuto per crearle e farle usarle.

Viva le incubatrici, viva Martin


“L’uomo dal braccio d’oro”. Salva 2,4 milioni di bambini e si ferma solo perché tocca a lui