Quando i bambini venivano vestiti da “bambine” per comodità e i pantaloni erano una fregatura

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Fino a un secolo fa, abbondante, in occidente non era raro vedere dei bambini vestiti da “bambine”, ovvero con un abito aperto sotto e scarpe tendenzialmente femminili. Fino all’età di 4 anni, a volte anche del doppio, i bambini venivano vestiti tutti uguali e come “vestitino” venne scelto quello che ad oggi viene usato solo per le bambine.

Se fossi nato nel’800 quindi non sarebbe stata una cosa brutta nascere maschietto ed essere vestiti con una bella gonna. I motivi di questa usanza sono diversi:

  • Un vestitino aperto era indubbiamente più comodo da far indossare, la sua comodità più grande era però la semplicità che si trovava nel “cambiare” il bambino qualora non avesse controllato i suoi bisogni fisiologici (praticamente sporcava il meno possibile)
  • Un vestitino era amico delle mamme e delle tate dell’epoca che lo trovavano molto comodo quando il bambino andava al bagno.
  • La rivoluzione industriale non era ancora arrivata, un vestito quindi aveva dei costi molto più alti di quelli attuali, era buon uso comprarne o fabbricarsene uno che andasse bene in tutte le occasioni.
Sulla sinistra c’è un giovane Carlo II d’Inghilterra. 
Sulla destra si trova Velázquez, il figlio maggiore di Filippo IV di Spagna.

Ai tempi non si discuteva ancora di identità sessuale a quella tenera età, si riteneva fosse un argomento superfluo se affiancato ai bambini, quindi a chi volete che fregasse la questione se un bambino andava in confusione su chi fosse sessualmente? I problemi sembra fossero altri.