Bastoy: il carcere dove puoi prendere il sole, cavalcare e fare bagni in spiaggia in modo quasi libero

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Cosa serve una prigione? Privare una persona cattiva della possibilità di esser buono, come la rende? Ve lo siete mai chiesto effettivamente? In Svezia si, se le sono fatte due domande e come risposta hanno costruito un carcere su un isola a 70 km dalla costa di Oslo davvero particolare.

Il carcere di Bastoy

Conosciuto come “il carcere più bello del mondo“, questo posto è davvero ai limiti dell’immaginazione. La teoria degli Svedesi infatti è che un uomo che ha compiuto un crimine (questo carcere è dedicato solo a chi ha compiuto crimini che danno più di 5 anni di pena quindi gravi) ha più possibilità di capire il suo gesto e decidere di diventare una persona civile se vive in un ambiente sano, che dia delle possibilità ed allo stesso tempo illustri i benefici di una vita “normale”.

Il carcere di Bastoy permette ai suoi detenuti di prendersi cura degli animali (cavalli perlopiù) di prendere liberamente il sole in estate, ma solo dopo l’orario lavorativo e in più permette anche di fare un bagno in spiaggia, sempre se si resiste alla temperatura dell’acqua che non deve essere poi così accogliente.

Le statistiche hanno dimostrato come solo il 20% delle persone che sono state in questo carcere, siano tornate in prigione per un nuovo reato. Basti pensare che in Europa la percentuale si aggira intorno al 70%, quindi strano ma vero, il metodo funziona.

La vita in carcere è abbastanza semplice. Non ci sono sveglie al mattino poiché i detenuti sono invitati a responsabilizzarsi e alzarsi da soli. Si lavora dalle 8 alle 13 e si ricevono circa 10€ per ogni giornata lavorata. Questi soldi servono ad acquistare il cibo da un supermercato interno al carcere, sempre ben fornito.

La sera le guardie carcerarie si riducono tantissimo, questo per lasciare solo qualche vedetta e non far sentire i detenuti in uno stato di regime assoluto.

In conclusione la vita vera, quella fatta di cose semplici e libertà, viene fatta assaggiare quasi fino in fondo, così che una volta usciti da li, non venga più in mente a nessuno di privarsi di quella libertà. I detenuti hanno inoltre spazi distinti dove dormire, in comune c’è solo il bagno e la cucina. La privacy è importante insomma.

Immagino già se in Italia facessimo una cosa del genere, probabilmente i social si riempirebbero di vignette del tipo “certezza della pena per gli italiani, basta immigrati a prendere il sole” e tutto sarebbe davvero divertentissimo.

La libertà, quella vera, è come l’amore. Bisogna provarla davvero per non volerci rinunciare più.

Fonte: https://edition.cnn.com/2012/05/24/world/europe/norway-prison-bastoy-nicest/index.html

Un metodo completamene opposto è stato quello applicato ad un razzista morto in carcere dopo 35 anni di galera, solitudine e luce perennemente accesa. Scopri di più