La “Birra ai Cachi” (antica ricetta degli Indiani) è tornata e non fa cacare

In America, prima ancora della colonizzazione da parte dell’Europa, quando erano ancora i nativi Americani, ovvero gli Indiani, a curare quelle immense terre, sembra ci si divertiva più che adesso. Si beveva quella che era la prima forma di birra e sembra che sia piaciuta talmente tanto che la versione “normale” non bastasse più, quindi, si cominciò a sperimentare.

Nacque così la prima “Birra ai Cachi“, un frutto che ai tempi era usato per molte più usi di quelli attuali. La sua dolcezza era talmente una delizia che lo si consumava praticamente in tutti i modi possibili, senza sprecarne neanche i semi che erano ritenuti una fonte di energia assicurata.

I primi coloni Inglesi notarono che i Cachi erano praticamente ovunque e per la maggior parte erano usati, una volta fatti fermentare, per produrre la “Birra ai Cachi“. Questa curiosa ricetta ai tempi non venne considerata per come meritava, così ad esclusione di qualche sporadica iniziativa locale, restò nell’ombra come molti usi e costumi degli indiani d’America, che ricordiamo sono stati cancellati quasi totalmente dalla terra e dalla memoria, come la loro birra, appunto.

La memoria però è la cosa più difficile da cancellare, anche se riduci in schiavitù gli unici portatori sani. Proprio gli schiavi d’America, durante il vergognoso periodo della schiavitù, fecero rinascere questa antica ricetta usando i Cachi rimasti dal raccolto. Ovest Turner, un ex schiavo nello stato della Virginia, ha scritto che lasciando dei cachi fermentare in un barile con dell’acqua, bucce di patate dolci e dei generosi pezzi di pane di mais, si otteneva una dolce birra.

Lo storico Michael Culinary Twitty ha ricostruito quella che sembra essere la classica “ricetta della nonna” della Birra ai Cachi, la trovate cliccando qui.

Oggi, nello stato del Indiana, in America, è ripresa la produzione di questa particolare birra. Artigiani e aziende locali stanno nuovamente sperimentando l’effetto di questa bevanda sui palati contemporanei.

L’azienda produttrice descrive questa birra dal sapore tipico di una “pale ale acida, con note di cachi, pera, e pesca, e un finale fresco e asciutto“.

Info: http://www.bloomingtonbrew.com

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