La casa che ha lentamente ucciso il suo costruttore

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Può una casa essere la responsabile di una morte? Indirettamente si e questa storia ne è la testimonianza.

Siamo nelle vicinanze della cittadina di Cody, ridente cittadina a poca distanza dal parco di Yellowstone, il famoso parco dell’Orso Yoghi per intenderci. Un incendio improvviso devasta un’intera collina ed una volta domato lascia dietro di se carbone e tonnellate di legna che il comune decide sia proprietà di chiunque voglia farne qualcosa.

A quel punto un ingegnere della zona che risponde al nome di Francis Lee Smith decide di raccogliere quanta più legna possibile per cominciare a costruire una casa per la sua famiglia. La sua sembra essere una normale iniziativa nata da un desiderio di bricolage un tantino esagerato, nulla di più.

Costruisce il primo piano della casa e ci porta tutta la famiglia a vivere. Il problema della sua scelta sta negli estremi che abbraccia. La casa è una vera e propria baracca, senza acqua corrente, corrente elettrica e nessun tipo di servizio o comfort, praticamente decide e forza la sua famiglia verso la sua decisione, di vivere come nei secoli scorsi.

Ad un certo punto, quando la moglie vede la selvaggina locale usare la casa come riparo, ritrovandosi animali sotto al pavimento e sotto ai tetti la notte, decide di dire basta a quella vita troppo “selvaggia” e rustica ed invita Smith a smetterla con tutto ciò e trasferirsi in un posto più consono.

Smith era come pervaso da quella casa, se ne era innamorato a tal punto da mettere la famiglia in secondo piano. Quella casa era diventata una vera ossessione. Rifiutò il trasferimento ed accettò tacitamente il divorzio restando fedele alla sua casa.