Immaginate una donna. Ora toglietele, strappatele di dosso la famiglia, l’onore, l’identità, e condannatela alla reclusione in un infausto istituto femminile, per un semplice motivo:

non rientra negli standard.

Difficile a credersi, probabilmente, ma è ciò che succedeva in Irlanda fino a due decenni fa. Case Magdalene, il nome, paradossalmente, così confortante di questi orridi luoghi, fondati intorno al 1920 per dare asilo alle ex prostitute in cerca di un posto in cui lavorare. Qui le Maggies (così chiamate), svolgevano il ruolo di lavandaie e in cambio le suore, responsabili della case, offrivano loro un misero alloggio. Con il tempo, questa pratica assunse lati piuttosto oscuri, poiché gli istituti iniziarono ad “ospitare” persino le donne storpie, ammalate, orfane o ragazze madri, obbligandole, in poche parole, ai lavori forzati, costrette a lavare senza sosta le divise dell’esercito irlandese o degli infermieri.

La loro colpa? Erano diverse dalla società, troppo impegnata ad apparire impeccabile per poter pensare a quelle donne tanto immorali.

Diverso. Un termine dal così ampio significato, e tradotto, nella maggior parte delle menti umane come sbagliato. Eppure, se non piovesse mai, se quelle giornate così tristi e buie non sconvolgessero persino l’umore, riuscireste a stupirvi di un sole alto nel cielo?

Se tutte le persone del mondo fossero identiche, di quali dettagli vi innamorereste? Quali particolari vi farebbero battere il cuore? E se ogni giorno riceveste un’infinita quantità di attenzioni, riuscireste a percepire il calore di un abbraccio? Rifletteteci.

Perciò non condivido la comune interpretazione di diverso, ma, piuttosto, amo accostarlo al significato di esclusivo, che non merita di essere rinchiuso, emarginato, maltrattato, ma protetto, come se fosse una preziosa rarità. E chissà cosa avrebbero potuto dare al mondo, ma soprattutto alla stessa Irlanda che ha deciso di rifiutarle, quelle donne. Magari tra loro ci sarebbe potuta essere una scienziata, poetessa, ma anche una semplice, ma buona, madre. Nessuno potrà mai saperlo.

Sono morte in solitudine, senza un nome, senza nessuno che desse loro un dolce addio. E non erano diverse, ma come un’esplosione di colori che squarcia il grigiore della tempesta.

Insolita quanto sorprendente.

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Fonte : https://it.m.wikipedia.org/wiki/Case_Magdalene

Classe 86, Salentino, Creativo per natura, Autodidatta nella vita. Ho creato Novabbe per stupire, lo curo ogni giorno stupendomi di ciò che trovo. Ho una sola dipendenza: la libertà. Amo approfondire, dialogare e onorare le parole ed il loro senso. Nella vita sono un consulente web.