Seguici su Facebook!

Se gli occhi non vedono, il cervello non pensa. Devono aver pensato ad un concetto simile coloro che si sono impiegati a cancellare con un pennarello nero i nudi (o tutto ciò che è anche un accenno alla nudità) presenti sul libro di storia dell’arte di un istituto cristiano in Florida.

Un pensiero che poteva anche essere valido nel medioevo, quando il grado di istruzione delle persone rasentava lo 0 e vedere un organo sessuale dal vivo era veramente raro, meno che non si fosse già sposati o in un bordello. Ma oggi tette e culi fanno parte della vita quotidiana almeno quanto Barbara D’Urso e i suoi programmi televisivi, a volte le due cose si uniscono anche.

In questi giorni è spuntata online quella che è la censura più ridicola attuata da un istituto cristiano fino ad oggi (almeno penso, dato che al peggio non c’è mai fine). L’istituto, il Pensacola Christian College è stato fondato nel 1974 con l’intento di formare persone in grado di servire Gesù, o qualcosa del genere. Quest’anno però un loro studente, accortosi dell’enorme presa in giro che l’istituto faceva nei suoi confronti, ha pubblicato delle immagini davvero ridicole.

“La polizia” addetta alla censura dei libri prima delle pubblicazioni, ha pensato che si, l’arte è fondamentale per capire il mondo, l’umanità e la storia in generale, quello che non è fondamentale sono i culi che contiene e le tette che espone, senza parlare dei micropiselli degli angeli che creano scandalo solo a pensarci su.

Un’errore della Madonna, anzi no, dei suoi fan. Con un gesto simile, oltre alla figura di merda mondiale che stanno facendo, altro non fanno che ottenere l’effetto contrario, ovvero che i ragazzi si interessino maggiormente alle parti nascoste di quei quadri.

Viviamo in un’era dove chi condanna movimenti religiosi estremi di distruggere opere d’arte e chiese, si ritrova con un pennarello in mano a cancellare le parti intime e innocenti dei quadri, come se cancellarle servisse a qualcosa.

Una delle censure più eclatanti è quella applicata alla Monna Lisa di Leonardo. Per il solo fatto che spunta un pochino di seno, ma davvero pochino, hanno passato anche li il pennarello censuratore. Diabolico, cavolo!


Seguici su Facebook!


Se ci ritroviamo nel mondo in cui siamo, probabilmente è colpa di chi censura, poiché nega al prossimo di vederci chiaro sulla società e sul mondo impedendogli di costruire, di conseguenza, qualcosa di migliore.

Censurare un’opera d’arte equivale a cancellarla. Chi ha il potere di decidere cosa voleva comunicare un artista come Leonardo Da Vinci o Michelangelo? Questo potere, quello di censurare, può prenderselo una persona talmente sprovvista da lasciare un segno che altro non è che una macchia nera sulla tela, la metafora perfetta della sua convinzione di agire nel giusto.

La fede è una cosa bellissima, compresa quella che crede nell’intelligenza e nell’uomo, prima che in qualcosa di più alto