Il cimitero in Serbia fatto di sole case, nato da una “gara” di ricchezza fra poveri

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Visto da lontano sembra un piccolo paesino moderno, di quelli nati da costruzioni di case compulsive. Entrando a Smoljinac noterete diversi bungalows e case costruite una vicino all’altra, senza lasciare spazio a strade o spazi pubblici. Non ci vorrà molto a capire che siete in un cimitero e non in una normale cittadina.

In questo villaggio della Serbia è usanza dal 1960 costruire dei mausolei per i propri defunti. Mausolei che non sono proprio “comuni” in quanto sembrano delle vere e proprie abitazioni, con tanto di arredamento.

L’usanza nasce dall’iniziativa di un operaio, molto povero all’epoca, che una volta emigrato fece fortuna e tornò in patria con un’idea in mente: esporre le sue ricchezze. Così pensò bene di costruire una casa da trasformare in quella che sarebbe stata la sua tomba (e quella di famiglia).

Dopo di lui, per non essere da meno, molti abitanti del villaggio imitarono la sua iniziativa aiutati dal periodo economico reso favorevole dalle emigrazioni. Con un forte senso di appartenenza alla terra, queste persone invece di esplorare il mondo nel tempo libero, preferivano pensare a costruire un posto dove riposare una volta morti. Quant’è affascinante la libertà di pensiero.

Il risultato di questa usanza è un intero villaggio fatto di mausolei arredati con mobili, foto e ricordi dei defunti. Il fenomeno però non si è fermato al villaggio di Smoljinac, bensì è ormai diffuso in tutta la Serbia, dove l’emigrazione è sempre più ampia e con lei si ampliano anche i flussi di denaro che entrano nella nazione destinati ad usi come questo.

Chiedendo agli abitanti di Smoljinac il perchè queste costruzioni continuano ad esistere, la risposta sembra essere: “Quando visitiamo i nostri morti abbiamo bisogno di un tetto sopra la testa ed un posto dove prendere un caffè“. Si commenta da sé, posso solo aggiungerci un bel Novabbè.

Chi conserva denaro per la propria morte, vuol dire che non ha compreso il senso del denaro in vita e non la comprenderà nemmeno morto.

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