Quando muori, puoi conservare i tuoi tatuaggi donandoli ai tuoi cari. Ecco a chi rivolgersi

I tatuaggi essenzialmente cosa sono? Rappresentazioni di idee, pensieri o qualsiasi cosa possa essere racchiusa in una figura, che desideriamo rimangano nel tempo, desideriamo comunicare agli occhi che ci guardano e sopratutto desideriamo conservare.

Proprio sul concetto di conservazione si basa l’idea dell’associazione “NAPSA” capitanata dal suo presidente Charles Hamm, grande fan dei tatuaggi e sognatore. Quest’associazione promette ai suoi associati di occuparsi della rimozione del tatuaggio in caso di morte. Tatuaggio che verrà rimosso, trattato a dovere in modo che duri il più possibile senza decomporsi e spedito alla persona scelta indicata nel momento dell’iscrizione all’associazione.

Ebbene si, basta iscriversi, dire a chi si vuol donare e sopratutto dire quale tatuaggio donare e il gioco è fatto. In caso di morte, NAPSA invia subito un kit con le istruzioni per la rimozione del tatuaggio (che verrà fatta comunque da mani esperte nel settore). Una volta rimosso viene messo in un’ambiente sterile e spedito presso NAPSA. Qui verrà trattato, messo in una bacheca e rispedito indietro dove andrà a finire nelle mani del beneficiario.

Un’idea che per quanto bizzarra sembra abbastanza congrua in quanto l’idea di conservare un tatuaggio in modo che duri più tempo del corpo che lo ospita, è perfetta no? Altrimenti, qualsiasi messaggio da comunicare, si può affidare agli occhi o al sorriso, senza bisogno di inchiostro, comunicano che è una bellezza.

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