Dopo 9 mesi è stato riesumato per farlo “assistere” al suo processo

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Quella che vi racconto è una storia macabra e assurda, successa in Italia, ad un Papa chiamato “Formoso”. E’ una storia vera, documentata dai storici dell’epoca e ancora viva nei documenti che sopravvissuti fino ad ora.

Verso la fine del 800 d.c. la chiesa viveva un periodo definito anche “Saeculum Obscurum“, come cita lo storico Cesare Baronio. Quelli erano periodi in cui la carica di Papa era quasi prettamente una figura di potere fine al comando non proprio spirituale e religioso. Le famiglie ricche, i duchi e i re avevano una forte influenza sulla vita dei Papi, tanto forte da poterne anche decidere, in modo losco e attraverso dei veri e propri mandati, addirittura la vita o la morte.

Oggi siamo abituati a vedere, e criticare duramente la chiesa, sia per i suoi tesori, sia per la sua storia non proprio limpida come ci si aspetterebbe. E’ sempre bene ricordare che prima dello stato più piccolo del mondo era comunque uno stato, con tutto ciò che ne conseguiva, dalla gara al potere, al potere di mantenere il controllo sui propri territori, negoziando e trovando sempre punti di incontro con potenziali nemici e vicini di casa.

Papa Formoso visse questo periodo di “oscurità” nel suo culmine. Il suo errore fu sostanzialmente quello di aver richiesto l’intervento di un re e di un esercito estero per risolvere una questione “tra vicini di casa” che non presero proprio bene il tutto e nel momento propizio imprigionarono il Papa che morì prima di subire il peggio dai suoi nemici, forse avvelenato, forse suicidio, questo non è ben specificato.

Papa Formoso

Il suo successore, Papa Stefano VI, rimasto con il solo odio verso Formoso e senza la soddisfazione di poterlo umiliare, processare e vederlo crollare assieme a tutte le sue azioni e opere, ebbe un’idea macabra quanto legalmente necessaria :

Esumare il suo cadavere dopo quasi 9 mesi dalla morte

Vestirlo con gli abiti Papali, sederlo su un trono nella sala del concilio e processarlo. Non importava il fatto che stesse condannando e accusando una mummia, assistita tra l’altro da un diacono nominato difensore di Formoso, che non per omertà o ostacolo alla giustizia, ma era proprio muto e fermo come una mummia, quindi più che il simbolo della sua presenza, altro non poteva fare.

Ferdinand Gregorovius, storico tedesco vissuto nel XIX secolo, ha descritto la scena con precisione, regalandoci la visione di quello che fu il “Concilio Cadaverico”, anche conosciuto come “Sinodo del Cadavere” :

« Il cadavere del papa, strappato alla tomba in cui riposava da otto mesi, fu vestito dei paludamenti pontifici, e deposto sopra un trono nella sala del concilio. L’avvocato di papa Stefano si alzò, si volse verso quella mummia orribile, al cui fianco sedeva un diacono tremante, che doveva fargli da difensore, propose le accuse; e il papa vivente, con furore insano, chiese al morto: “Perché, uomo ambizioso, hai tu usurpato la cattedra apostolica di Roma, tu che eri già vescovo di Porto?”. L’avvocato di Formoso addusse qualcosa in sua difesa, sempre che l’orrore gli abbia permesso di parlare; il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato. Il sinodo sottoscrisse l’atto di deposizione, dannò il papa in eterno e decretò che tutti coloro ai quali egli aveva conferito gli ordini sacerdotali, dovessero essere ordinati di nuovo. I paramenti furono strappati di dosso alla mummia, le recisero le tre dita della mano destra con le quali i Latini sogliono benedire, e con grida barbariche, gettarono il cadavere fuori dall’aula: lo si trascinò per le vie, e, fra le urla della plebaglia, venne gettato nel Tevere. »
(Gregorovius, Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter, tomo V, cap. V.)

Il corpo fu poi ritrovato da un religioso circa tre giorni dopo a diversi km di distanza, trascinato dalle correnti, che lo conservò affinché potesse trovare una locazione dignitosa ed un risposo eterno.

La mancanza di umanità, intelletto e buon senso resero il processo un’azione fine a se stessa, che non perdurò nel tempo e non cancello le opere di Formoso che, al contrario di quanto previsto, fu reso ancor più celebre nei libri di storia.

Storie come queste aprono la mente grazie alla conoscenza che regalano. Si riesce a ragionare sul fatto che la storia è un vero e proprio diario dell’umanità, dalla quale attingere, confrontare e capire. Il presente ci sembrerà sempre il seme di un futuro di cui aver paura, se si conosce la storia cessa di essere temibile, perché compreso. Millenni di civiltà e centinaia di questi episodi ( anche molto meno macabri e con un buon fine ) hanno fatto del “diario dell’umanità” la fonte più attendibile per comprendere e gestire la vita odierna.

Fonte : Wikipedia

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