L’arte è il carburante spirituale di questo mondo e io, con l’arte, ho intenzione di fare uno di quei viaggi davvero lunghi, pieni di visioni ed esperienze, dove poter apprendere e confrontarsi di continuo. Per questo ho deciso di promuovere attraverso Novabbe, gli artisti che conosco e che mi hanno lasciato qualcosa, che sia anche una minima emozione improvvisa.

Ho scritto 10 domande, con al centro l’arte, per farvi conoscere meglio questi artisti, perché un’emozione è in un qualche modo un’occasione e la stessa non si nega mai a nessuno, figurati ai miei ospiti.

Il primo a rispondere a queste domande è Francesco Coluccia. Questa è la sua intervista:

Se dovessi scrivere chi sei, descrivendoti in poche righe, in un messaggio da imbottigliare e affidare al mare, cosa scriveresti?

Più che artista, PROMOTORE dell’arte, del mio strumento, la Fisarmonica.

Ricordi qual’è stato il particolare che ti ha spinto ad abbracciare l’arte che porti con te ancora oggi?

Riflettendo su questa domanda nei miei ricordi non riesco a trovare un singolo particolare che mi ha fatto abbracciare questo mestiere, ma cercando una risposta a questo quesito la prima cosa che mi viene in mente rispondere è “LO STILE DI VITA”.

Comunemente la vita di un musicista viene identificata nel momento dell’esibizione, nei viaggi, in uno stile di vita “goliardico” che gli permette di godere la vita in modo divertente. Non mi riferisco principalmente a questo nella mia espressione “LO STILE DI VITA” ma mi riferisco alla continua e insistente, avvolte anche sadica, ricerca e studio di se stessi quindi del proprio strumento di espressione. Un continuo dibattito tra mente, corpo e spirito il quale ha la finalità di esprimersi al meglio. Da una parte abbiamo il nostro “spirito” che viene continuamente stimolato e cresce con le nostre esperienze di vita, belle o brutte che siano (nel momento in cui qualunque artista si esibisce o compone sta esprimendo se stesso quindi il suo vissuto) dall’altra parta c’è una stretta relazione tra mente e corpo, essi devono essere in grado di esprimere i nostri pensieri. Per questo ogni tipo di espressione artistica  necessita di uno studio tecnico- pratico, indispensabile per lo spirito, la tecnica è il mezzo con cui farsi sentire. Questa dimensione psicofisica porta un artista quasi a “stressarsi”, cercando di studiare con rigore la propria arte mettendosi continuamente in gioco con i propri limiti (umani,terreni), tante volte non accontentandosi mai, qui il sadismo, sai che la tecnica e il modo per far uscire lo spirito, lo studio ti da più mezzi, affina la tua dimensione espressiva  quindi il tuo linguaggio. SPIRITO – MENTE E CORPO,  in stretta relazione, l’astratto che si rende concreto, ti mette in relazione con il mondo, con la vita. Credo che sia proprio questo il motivo per il quale io sono un musicista.

Quale è l’opera o la performance più bella che hai realizzato?

Facendo questo mestiere da tanti anni è complicato definire solo una mia performance o opera come più bella, soprattutto perché ad un certo punto della mia carriera ho abbracciato due stili musicali differenti.

Sempre trionfante è stata la mia carriera nella musica etnica salentina grazie agli Allabua, con loro ho avuto la possibilità di fare moltissimi concerti e lavori discografici. La mia opera preferita è il nostro album Salenticidio inciso nel 2016.

Invece per quanto riguarda la mia carriera nella musica da camera la performance che definisco più bella è stata per l’occasione del  Premio delle Arti nel Teatro Alighieri di Ravenna nel 2017.

Come quantifichi il compenso del tuo lavoro?

INQUANTIFICABILE, tanto è il lavoro che c’è dietro ad una performance,tanta è la responsabilità. Per questo definisco Inquantificabile qualunque compenso, li definisco come rimborsi spese, finanziamenti che mi rendono possibile continuare a suonare.

A cosa senti di rinunciare per essere l’artista che sei?

Semplicemente a qualunque cosa

L’arte è spesso un ponte tra la coscienza e la bellezza che ci appartiene e quella che ancora nemmeno immaginiamo. Per chi lo desidera, come consigli di cominciare a percorrere questo ponte?

Il mio consiglio è in primis una accurata ricerca di un’arte che ti permetta di esprimere te stesso. Una volta scelto ciò’ che ti rende” libero” di esprimerti cercare di rendere quest’arte TUA, parte integrante della tua vita, della tua giornata. Lo Studio e la ricerca sono il vero effettivo ponte per esprimersi.

Quale senti sia la cosa o la persona che più ti ha ispirato e come senti di omaggiarla?

Ci tengo a precisare sempre che non mi sono mai ispirato a nessuno artisticamente, però mi sento in dovere di omaggiare particolarmente le persone che hanno contribuito al mio percorso artistico e che senza di loro non sarei riuscito in tutto quello che fatto e che farò in futuro. Il mio omaggio si rivolge al gruppo Allabua i quali componenti mi hanno “ adottato” all’età di 16 anni, maggiormente Gigi,Dario e Fiore, loro hanno contribuito in modo decisivo non solo alla mia crescita musicale, ma anche alla mia crescita a livello umano, loro tutt’ora sono elementi fondamentali della mia vita. Il mio omaggio per loro è essere sempre fedele al gruppo rinunciando a qualsiasi cosa purché io sia sempre pronto e disponibile per Allabua.

Un’altra persona che sono “obbligato” a ringraziare è il mio insegnate di strumento Germano Scurti, persona che ha affinato il mio gusto e i miei linguaggi espressivi, che mi ha messo in stretta relazione con lo strumento e con sfide molto ardue che mi hanno fatto crescere in modo esponenziale, persona che è riuscito a vedere oltre i miei limiti e che con grande tenacia me li ha fatti distruggere. Infinito è il mio ringraziamento verso di lui.

Qual’è il beneficio, portato dalla tua arte, a cui non rinuncerai mai?

L’arte ti mette in relazione con il mondo in modo spirituale e ti da la possibilità di un’interpretazione della vita molto profonda.

Con una buona dose di concretezza, qual’è il tuo obbiettivo primario nella vita da artista e non?

Continuare sempre e per sempre a suonare e non stancarmi mai di mettermi in gioco con nuove sfide, tutto il resto è solo una cornice di un quadro in continua evoluzione.

Quali valori, portati dalla tua arte, senti abbiano forgiato la persona che sei?

Credo che erroneamente ho risposto già a questo quesito nella seconda domanda.

Grazie Francesco. Brau.

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