Ecco le regole della propaganda nazista usate ancora oggi in Italia e nel mondo con successo

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Un’era buia, e recente, dell’umanità è stata quella della seconda guerra mondiale, famosa per il Nazismo e i suoi risultati, in termini di morte e sterminio. Ma i Nazisti, in special modo la gerarchia che ha dato vita al movimento, non erano stupidi così come si potrebbe etichettarli, saranno sicuramente stati megalomani, insensibili o altro, ma non stupidi. Altrimenti come hanno fatto a dar vita alla grandezza dei loro danni? Come hanno fatto a convincere milioni di persone?

Il signore che vedete qui è il Ministro della propaganda Nazista: Goebbels.

propaganda nazista

Goebbels scrisse i principi della propaganda del Terzo Reich, così che il messaggio fosse il seme stesso dell’odio e dell’ignoranza (intesa come “ignorare”) da far scorre nelle vene del popolo.

Scriverle non è stato così arduo come può sembrare, in fondo è bastato invertire le intenzioni e le funzioni stesse della comunicazione, travisandola da strumento di arricchimento a strumento di impoverimento intellettuale.

In pratica, se vuoi che due persone si vogliano bene, gli insegni ad ascoltarsi, diversamente, gli insegni come gridare più forte dell’altro. Semplice no?

Vi presento quello che è il riassunto degli 11 principi della propaganda nazista di Goebbels, commentandoli a modo mio affinché sia chiaro come anche il male, oltre al bene, ha bisogno di lavoro, strategia e persone, stupide, per realizzarsi a pieno.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

( Pensate ad esempio come negli ultimi anni si addossano i problemi più disparati ai soli immigrati)