Dalla necessità nascono le idee, ecco perché è sempre un bene avere una necessità e non ambire ad una vita utopica dove non si ha bisogno di nulla.

Roy Allela, un ragazzo keniano di 25 anni fortemente appassionato di tecnologie, ha avuto una necessità davvero toccante: parlare con la sua nipotina di 6 anni sordomuta.

Il linguaggio dei segni è comunque un linguaggio che bisogna imparare e non tutti sanno che non è lo stesso per tutto il mondo, quindi non solo sarebbe un bene imparare il linguaggio dei segni, ma anche le varie versioni. Roy purtroppo, occupato a studiare materie come informatica e robotica, non ha mai avuto il tempo ne l’idea di cominciare ad impararlo.

Sentito il forte bisogno di comprendere a pieno sua nipote e darle allo stesso tempo la possibilità di essere compresa anche lei da tutti, ha avuto un’idea geniale: creare un paio di guanti capaci di leggere il movimento delle mani e trasformarlo in una parola.

Si chiamano Sign-IO e sono stati sviluppati non solo grazie all’idea di Roy ma anche grazie all’aiuto del laboratorio dove lavora. Roy Allela lavora per la Intel ed è un tutor presso l’università di Oxford, insomma non è proprio uno sprovveduto sull’argomento.

In pratica questi guanti sono studiati in modo da leggere costantemente la posizione delle dita e l’altezza della mano, trasformando i movimenti in dati e i dati in parole.

Il suo esperimento ha destato molto interesse nel settore tecnologico, ecco perché ha anche vinto un importante premio in denaro che sta spendendo completamente nello sviluppo del progetto. I problemi da affrontare sono tanti, partendo dal primo e principale: la velocità con cui una persona sordomuta gesticola. Roy Allela sta lavorando affinché la sua creazione sia capace di comprendere i movimenti il più velocemente possibile e tradurli in parole con la stessa velocità.

Il suo sogno è renderli operativi al 100% entro pochi anni, affinché tutto il mondo dei sordomuti possa esprimersi al meglio con chiunque, abbattendo delle altissime barriere e aprendo nuove strade.

Viva la tecnologia e le idee sane.

Fonte: http://www.royallela.com