Sempre più si sente parlare di Influencer. Figure nate in rete che altro non sono che ragazzi/e con tanti follower pronti a seguire i loro consigli, praticamente possiamo paragonarli simbolicamente a dei pastori con enormi greggi di pecore a disposizione.

Sull’utilità o meno degli influencer c’è un dibattito enorme in corso, in quanto stanno diventando sempre di più e a quanto pare anche sempre più influenti.

Un fenomeno sul web non rispecchia la verità solo perché ha grandi numeri. Le visualizzazioni rispecchiano quante volte viene vista una cosa, non come sia reputata. La verità è sempre di fronte allo schermo.

C’è un marchio di scarpe low cost, chiamato Payless, che ha fatto un esperimento davvero originale e utile a capirci di più nel mondo degli influencer.

Payless ha affittato un negozio appartenuto in precedenza ad Armani, a Santa Monica. Una volta avuto il locale, ha riempito gli scaffali di scarpe di sua produzione, che difficilmente passano i 20€ di costo e subito dopo ha lanciato una campagna promozionale annunciando l’apertura del nuovo store.

La furbata dov’è stata? Nel non usare il nome originale. Il negozio è stato infatti tappezzato da un marchio sconosciuto fino a quel momento: Palessi. Le scarpe quindi sono state tutte attribuite a questo marchio. Ora, avuto lo store, le scarpe e il nuovo marchio manca qualcosa…gli influencer invitati.

Diversi influencer hanno accettato l’invito a visitare il negozio. Una volta dentro è scattato il delirio tra foto e recensioni al volo su instagram. Tutte le scarpe costavano minimo 10 volte di più rispetto al prezzo originale, così da ingannare chi compra illudendolo di star comprando un prodotto di lusso.

Fatti i video e data la dose quotidiana di consigli, gli influencer sono stati informati che quelle scarpe tanto preziose che hanno appena acquistato ad un prezzo maggiorato di minimo 10 volte, in realtà sono modelli da 20€. Immaginate le reazioni degli influencer, anzi no, guardatela qui:

Con questo esperimento l’azienda Payless ha sottolineato che la sua intenzione non era quella di sminuire gli influencer e la loro sensibilità alla qualità, voleva solo far notare come delle scarpe da 20€ hanno poco da invidiare in tema di comodità a scarpe di fascia di prezzo più alta.

Ovviamente l’azienda ha restituito indietro la somma spesa per le scarpe da ogni influencer. Per intero, come per dire, tieni il resto. Geni malvagi del marketing proprio.

Se invece tu, una volta conosciuto questo esperimento, pensi che in realtà molti influencer non capiscano un cazzo, bene, è una tua idea, la rispetto per ciò che è.