La storia incredibile di Lina Medina, mamma a soli 5 anni

La storia di Lina Medina, ritrovatasi in dolce attesa alla dolce età di 5 anni, è un dilemma su cui ancora oggi non si trova una risposta precisa. E’ tanto vera quanto incredibile poiché di casi simili se ne sono scoperti diversi, anche se non erano mai arrivati ad una età così tenera.

Storie simili ti aprono la mente su quanto siano infinite le possibilità di madre natura, sul senso di avvenimenti simili che lasciano attonita anche la persona meno suscettibile. Avere un bambino a 5 anni non deve essere poi una cosa semplice, sopratutto quando è grande quanto la bambola con cui giochi. Ma partiamo dall’inizio.

Vi riporto ciò che racconta Wikipedia sulla vicenda :

La bambina peruviana aveva manifestato un’abnorme dilatazione dell’addome, tanto da indurre i genitori (Tiburelo Medina e Victoria Losea) a farla visitare nel sospetto che potesse trattarsi di una formazione tumorale. I medici scoprirono invece con stupore che era incinta di sette mesi. Prima di intervenire, il dottor Gerardo Lozada la condusse a Lima per avere conferma dello stato di gravidanza da altri specialisti. Un mese e mezzo più tardi (14 maggio 1939), con parto cesareo imposto dall’esilità del bacino, Lina diede alla luce un maschio. L’operazione fu praticata dallo stesso Lozada e dal collega Alejandro Busalleu con l’assistenza dell’anestesista Rolando Colareta.

Il caso fu illustrato nei dettagli dal dottor Edmundo Escomel alla rivista La Presse Médicale, che aggiunse particolari sulla comparsa del menarca a otto mesi di età (ma secondo altre fonti a due anni e mezzo), e sullo sviluppo delle mammelle già a quattro anni. A cinque, la bambina presentava ampliamento del bacino e maturazione ossea avanzata.


Il neonato, di 2,7 kg, fu chiamato Gerardo Alejandro in onore dei dottori Lozada e Busalleu. Lina non rivelò mai chi fosse il padre né le circostanze del concepimento: Escomel scrisse che ella “non poteva dare risposte precise”, suggerendo così che non lo sapesse davvero. Ma la vicenda provocò intanto l’arresto del padre di lei dietro l’accusa di violenza sessuale e incesto. L’uomo fu scagionato per insufficienza di prove.

Data l’impossibilità per Lina di mantenere il figlio, venne creata dal governo del Perù una commissione per la cura e la tutela del neonato.

Da adulta, Lina si impiegò come segretaria nella clinica di Lozada a Lima. Il chirurgo le fornì un’istruzione e la aiutò ad assicurare a suo figlio la possibilità di seguire gli studi superiori. Il giovane era stato allevato nella convinzione che Lina fosse una sorella maggiore, anche se a dieci anni scoprì la verità.

Conosciuto Raúl Jurado, Lina si coniugò ed ebbe da lui un secondo figlio nel 1972. Gerardo, nonostante fosse cresciuto in salute, scomparve all’età di 40 anni (1979) per una patologia del midollo osseo. Con il marito, Lina è vissuta in un quartiere povero di Lima noto come Chicago Chico (in spagnolo Piccola Chicago). Nel 2002 ha rifiutato un’intervista alla Reuters.

A Lina è dedicata una statua al Museo delle Cere di New York.

Lina assieme al figlio

Anche se immagino sia per una questione di sensibilità e delicatezza, non riesco proprio a capire il perché non si sia mai venuti a conoscenza del vero padre, che oltre a meritare una condanna per abusi su minori, sarebbe utile da studiare a livello scientifico, per capire fino a che punto la sua persona abbia influito in tutto questo.

Quando la natura esclude ogni certezza, bisogna ricambiarla allo stesso modo per capirla.

Stupisci con il tuo commento...

Pier
Classe 86, Salentino, Creativo per natura, Autodidatta nella vita. Su Novabbe.com curo i contenuti, le idee, la grafica, i canali social, il cuore, tutto insomma.