Ecco come gli Inglesi trovarono il modo, assurdo, per decifrare la terribile “macchina enigma” dei Nazisti.

273

Durante la seconda guerra mondiale le comunicazioni, come in ogni guerra, erano di fondamentale importanza. Poter comunicare qualcosa il più velocemente possibile significava darsi una chance di vittoria, trovarsi pronti prima che il nemico attacchi, sorprendere il nemico quando meno se lo aspetta.

Oltre alla velocità delle comunicazioni i Nazisti capirono che era altrettanto importante la riservatezza delle stesse, così inventarono quello che diventò un vero e proprio incubo per gli avversari: la macchina da scrivere enigma.

In pratica questa macchina da scrivere era progettata per “criptare” il messaggio in modo che se veniva scoperto dai nemici sarebbe stato indecifrabile e inutile. Come funzionava? Sostituiva le lettere di una parola con lettere casuali, in modo che una parola come attacco poteva trasformarsi in tiswnj ad esempio.

Immaginate adesso una comunicazione piena di queste parole incomprensibili che solo il destinatario avrebbe saputo tradurre, era il mezzo perfetto per comunicare in modo efficace durante una guerra.

Durante la guerra però l’intelligence Inglese non restò a guardare e si mise a lavoro per recuperare queste comunicazioni e cominciare a studiarle cercando la chiave di decrittazione.

Cosa sarebbe di preciso? Le lettere della parola venivano sostituite secondo una regola che solo il produttore conosceva. Per fare un esempio facciamo caso che la regola sia che ogni lettera viene sostituita da quella precedente, la parola casa si trasformerebbe in bzrz.

La macchina enigma dei Nazisti era in grado di produrre ben 17,576 combinazioni. Pensate a che lavoro enorme fu fatto in fase di progettazione.

Il punto debole dei Nazisti era proprio il loro leader e tale si rivelò anche nella fine di questa macchina enigma. Gli Inglesi scoprirono che tutte le comunicazioni finivano con due parole, non ci volle molto a capire che fossero proprio il saluto Nazista “Heil Hitler”, così una volta saputo quale fosse la parola finale, ecco che attuando il processo inverso riuscirono piano piano a decifrare diverse comunicazioni, nel silenzio più assoluto, annullando il velo di segreto che i Nazisti credevano di avere.

Alla fine della guerra sia Hitler che Churchill ordinarono la distruzione di queste macchine affinché cadessero nell’oblio assieme ai loro inventori, alcuni rarissimi esemplari però si salvarono e uno di questi è stato messo all’asta proprio in questi giorni con un prezzo di partenza di ben 200.000€