In Cina, precisamente nella provincia sud orientale del paese, nella provincia di Guizhou, esiste un luogo sacro davvero particolare: il monte Fanjing.

Per i buddhisti questo è un posto prezioso in quanto si crede che “accenda” la spiritualità dentro di sé, aiutando ad avvicinarsi alla consapevolezza di sé.

Costruiti tra il 7° e il 10° secolo, quando molte regioni della Cina erano dominate dalla dinastia Tang, questi templi fanno parte di una serie di costruzioni che interessò tutto il territorio circostante. A rendere il posto particolarmente attraente è la sua affascinante posizione.

Posizionato su una vetta del monte Fanjing, i monaci costruirono i templi, uno dedicato a Buddha e l’altro a Maitreya, su quello che sembra un enorme pollice di roccia. I templi sono raggiungibili attraverso una scalinata di circa 8000 gradini. Arrivare sulla vetta è già una forma di devozione verso le proprie volontà.

Il paesaggio che ti si presenta d’avanti agli occhi è la rappresentazione perfetta dello spirito di questo luogo che è il simbolo di quanto l’uomo sia capace di fare quando è guidato dallo spirito e non da altro.

Immaginate il lavoro che c’è voluto per costruire questi templi. Ora, immaginate quando era isolata la posizione di questi posti e quanto rappresentassero, per l’appunto, un tributo vero alla spiritualità in quanto non erano costruiti per i pellegrini principalmente, ma per i monaci affinché possano meditare.