Quanti vorrebbero avere una maestra che oltre a dare un voto, dia una mano a migliorare non solo a scuola ? Quando lo scorso anno ho sentito la storia del bambino che, grazie alla sua maestra e alla sua caparbietà, è diventato “celebre” per aver coniato un nuovo termine, mi sono detto : ma quanto è stata brava la maestra ?
Io ho i miei buoni esempi in tema di maestri e professori. Se ad oggi sono un creativo digitale, lo devo al prof. Adriano Striani che per primo credette in me facendomi firmare un mini sito scolastico sull’acquedotto pugliese.

I professori e gli insegnanti tutti, sono la chiave per un futuro cosciente e presente di bambini e ragazzi, ecco perché sono sottopagati in un sistema che verte sempre di più alla superficialità e all’ignoranza gratuita.

Un buon maestro può insegnarti che puoi arrivare a coniare un nuovo termine, trovando nell’innocenza e nella casualità propria l’ispirazione che arricchisce il vocabolario di tutti.
Amando le persone che rendono questo mondo il paradiso a cui molti agnostici di ottimismo rinunciano, non potevo non contattare la maestra Margherita Aurora per chiederle il piacere di una chiacchierata virtuale con lei, dove toccare temi come la scuola e oltre. Questo è ciò che ne è venuto fuori.

D. Le maestre preferite, condite di comprensione e passione attiva, esistono fortunatamente da sempre. Un “bravo” cambia la vita quanto un “mi piace” se ricevuto nel momento giusto. Si parla spesso delle mancanze della scuola italiana. Secondo lei cosa manca invece alle maestre italiane ?

R. Secondo me mancano le risorse e gli aggiornamenti. Sarebbe necessario investire maggiormente in una formazione di qualità, che coinvolga esperti di pedagogia e didattica e che sproni ciascuna insegnante a sviluppare le proprie capacità. Le maestre in questo momento sono in crisi: non abbiamo riscontri del nostro operato né a livello economico né a livello sociale, tant’è che siamo percepiti come nullafacenti che fanno tre mesi di ferie all’anno. Ecco, istituire un nuovo patto educativo tra insegnanti, famiglie ed istituzioni diviene fondamentale. Noi non possiamo far finta che non esistano altre agenzie educative e restare impermeabili ai repentini cambiamenti sociali, dobbiamo metterci in gioco. D’altro canto le famiglie devono fidarsi di noi, professionisti del settore. Infine le istituzioni devono garantire che il nostro operato sia di elevata qualità fornendoci gli strumenti per la formazione.

D. Il 2016 le ha donato la gioia di trasformare un “errore” in una risorsa, quasi un’invenzione, petalosa. Faccia come se stesse di fronte ai suoi alunni, cosa gli consiglierebbe di far sempre nella vita di fronte a quello che sembra essere un errore ?

R. Davanti agli errori non bisogna scoraggiarsi, ma rimettersi in gioco. Un piccolo stop non può pregiudicare un intero percorso minando l’autostima, che per i piccoli alunni è fondamentale. Per cui impegnarsi a migliorare, imparare dai propri errori e vederli come opportunità di crescita, di approfondimento, di soddisfare delle curiosità.

D. Le chiedo 3 canzoni che ritiene imperdibili per i suoi alunni e 3 canzoni per tutti i genitori

R. Questa è difficilissima, perché ascolto davvero molta musica e di tanti tipi diversi. Però ecco tre canzoni che riassumono bene un percorso didattico, educativo e valoriale. Ci vuole un fiore (Endrigo), Aggiungi un posto a tavola (Dorelli), Goccia dopo goccia (Zecchino d’oro)

D. Da alunna, si ricorda cosa le ha cambiato la vita ?

R. Ci sono stati alcuni incontri fondamentali, come nella vita di ogni studente: una professoressa di lettere delle medie che ho adorato, sebbene fosse severissima, ad esempio. aveva viaggiato tutto il mondo e ci spiegava geografia con le diapositive dei luoghi che aveva visitato. Amava la letteratura e mi ha insegnato a fare altrettanto. Mia figlia si chiama Teresa, come lei. Poi una insegnante di inglese al liceo, preparatissima e frizzante, che mi fece vedere e toccare con mano che si poteva essere bravi insegnanti senza essere per forza noiosi. Il più grande esempio per me, però, è quello di mia madre. Ora in pensione, era anche lei maestra elementare ed è stata una grande innovatrice, sempre pronta a mettersi in gioco. Ho imparato da lei l’importanza della professionalità.

D. Mi descrive il momento in cui decide di prendersi il disturbo, nonostante gli altri impegni, di scrivere all’Accademia della Crusca ? Cosa le è passato per la testa e cosa manca nella testa di chi si priva di incombenze simili ?

R. Matteo mi ha fatto una domanda: “Se ho inventato la parola, sarà nel dizionario?” Non sapevo come rispondere, perché non conosco le procedure che portano un lemma ad entrare nel vocabolario, per cui mi sono rivolta alla Crusca, il cui sito frequento abitualmente per gli interessanti articoli e i numerosi dubbi che mi assalgono. Ho ascoltato. Il resto è venuto da sè.

D. A far conoscere il suo nome sui social non è stato solo il caso di Petaloso, ma anche una lista di compiti pasquali fresca, sensata e quasi originale ( se non erro l’idea dei compiti per le vacanze alternativi era già in circolo ). Proprio in riferimento a quella lista, se la sente di tirarne fuori una per i genitori di tutti i bambini ?

R. La lista dei compiti di Pasqua era un’elaborazione personale di altre simili che si trovavano sul web, non ne ho mai rivendicato la paternità e nemmeno mi interessa, nel senso che l’importante è che le buone pratiche si diffondano il più possibile: magari venisse copiata e data per queste vacanze! Il consiglio che dò ai genitori (e a me stessa) è di rallentare ed ascoltare un po’ di più. E’ complicato, lo so, ma i bambini hanno tanto da dirci e da insegnarci.

D. Si dice che fare il genitore sia il mestiere più difficile al mondo ( se si mira a buoni risultati ). Lei è mamma e maestra, perfetta per questa domanda. Quali sono i valori fondamentali e specifici da trasmettere senza sosta quando si cresce un bambino?

R. Come dicevo prima l’ascolto, il tempo dedicato ai ragazzi. Poi l’esempio: è inutile insegnare che non si dicono parolacce e poi dirle a nostra volta, o spiegare l’educazione stradale e passare col rosso. I bambini ci guardano e imparano sopratutto osservandoci, per cui la coerenza tra le nostre parole e le nostre azioni è forse il valore primario

D. La domanda più bella è quella che non mi viene mai in mente, per questo, l’ultima domanda di questa intervista consiste in uno spazio libero, a sua disposizione.

R. Non era mia intenzione diventare famosa, né lo scorso anno né adesso. Mi piace però diffondere buone pratiche, perché credo nella scuola e mi piace molto il mio lavoro. A volte è sconfortante che a fare notizia siano solo gli avvenimenti negativi. Essendo molto ottimista, sono certa che se si sparge un po’ di buonumore e felicità si può “contagiare” il mondo!

Grazie a Margherita Aurora per il tempo concesso a me e l’arricchimento donato ai suoi fortunati alunni. Sempre così.

Classe 86, Salentino, Creativo per natura, Autodidatta nella vita. Ho creato Novabbe per stupire, lo curo ogni giorno stupendomi di ciò che trovo. Ho una sola dipendenza: la libertà. Amo approfondire, dialogare e onorare le parole ed il loro senso. Nella vita sono un consulente web.