Un’era buia, e recente, dell’umanità è stata quella della seconda guerra mondiale, famosa per il Nazismo e i suoi risultati, in termini di morte e sterminio. Ma i Nazisti, in special modo la gerarchia che ha dato vita al movimento, non erano stupidi così come si potrebbe etichettarli, saranno sicuramente stati megalomani, insensibili o altro, ma non stupidi. Altrimenti come hanno fatto a dar vita alla grandezza dei loro danni? Come hanno fatto a convincere milioni di persone?

Il signore che vedete qui è il Ministro della propaganda Nazista: Goebbels.

Goebbels scrisse i principi della propaganda del Terzo Reich, così che il messaggio fosse il seme stesso dell’odio e dell’ignoranza (intesa come “ignorare”) da far scorre nelle vene del popolo.

Scriverle non è stato così arduo come può sembrare, in fondo è bastato invertire le intenzioni e le funzioni stesse della comunicazione, travisandola da strumento di arricchimento a strumento di impoverimento intellettuale.

In pratica, se vuoi che due persone si vogliano bene, gli insegni ad ascoltarsi, diversamente, gli insegni come gridare più forte dell’altro. Semplice no?

Vi presentiamo quello che è il riassunto degli 11 principi della propaganda nazista di Goebbels, commentandoli a modo nostro affinché sia chiaro come anche il male, oltre al bene, ha bisogno di lavoro, strategia e persone, stupide, per realizzarsi a pieno.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

( Pensate ad esempio come negli ultimi anni si addossano i problemi più disparati ai soli immigrati)

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

(Basti pensare agli attacchi da parte di centinaia di hater a personaggi come la Boldrini, o altri noti malcapitati)

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

(Mai notato come davvero pochi ammettano i propri errori, anzi rispondano contrattaccando senza dare spiegazioni. Il tutto nel teatro della tv e giornali)

4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

(La vicenda “rimborsopoli” o del “bunga bunga”, e molti altri, ne sono il pratico esempio. Piccoli problemi, grande rumore)

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

(Vi viene in mente qualcuno a questo punto? Qualcuno che prima disprezza e poi cerca voti, qualcuno che va avanti a slogan che sembrano uscire dalla più spiccia tifoseria di provincia)

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto.
dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

(Qui ce ne sarebbero davvero decine di esempi a cui fa riferimento)

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

(Il problema dello straniero in patria è un problema radicato nelle menti di chi cerca un nemico da combattere, senza pensare che “il diverso” di fatto non esiste, poiché non esiste “l’uguale”. Ai nostri stessi genitori assomigliamo, ma non siamo uguali)

11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

(La classica foto delle piazze piene, a volte realizzata con l’aiuto di Photoshop, coccola l’idea di non esser soli nelle idee che si sostengono, poco importa se la foto è vera o se tutti quegli autobus sono andati a Roma solo per una gita)


 

Leggere e riflettere aiuta a prevenire la stupidità, fallo sempre.

Ti piace stupirti? Prova con questi :