Sembra una notizia falsa o una presa in giro di basso gusto, ed invece è tutto vero. In Giappone le persone paralizzate a letto per una malattia o incidente, possono lavorare come camerieri. Il tutto comodamente da casa e a 8€ l’ora.

Ma cosa rende possibile un simile miracolo? Il controllo remoto di un robot che fa il lavoro al posto del lavoratore stesso.

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Si chiama OriHime-D ed è un robot costruito dalla giapponese Ory. La sua missione è emozionante: donare indipendenza a chi l’indipendenza ha accettato di abbandonarla. Grazie a OriHime-D qualunque malato paralizzato a letto potrà riacquistare, almeno virtualmente, una vita lavorativa degna. 

La persona interessata potrà richiedere di montare nella propria postazione un sistema messo a punto dalla Ory in grado di leggere i movimenti degli occhi e trasformarli in comandi. In questo modo, assemblando i giusti comandi, si può guidare il robot a prendere un ordine dalla cucina e portarlo al tavolo, ringraziando e dando la propria disponibilità, ad esempio. L’esperimento è davvero innovativo in quanto questa volta la robotica non serve a risparmiare sulla manodopera, bensì, al contrario, investe sulla manodopera stessa.

Quest’anno è stato aperto il primo bar, per capire in concreto se l’idea sia realizzabile e studiarne benefici, problemi e soluzioni. Il bar è insomma una vera e propria “versione di prova”, il primo bar completo, promette la Ory, sarà disponibile solo nel 2021.

Quando si parla di tecnologia, il vero dio è l’uomo, ecco perché siamo responsabili il doppio nelle scelte che facciamo su come impiegare la tecnologia. I bit trasformano i miracoli in volontà.


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