In Cambogia, sulle rive del fiume Mekong, esiste un ponte davvero particolare, fatto di sole canne di bamboo. La sua particolarità, oltre ad essere il ponte più lungo del suo genere, è che viene costruito e smantellato ogni anno.

Segui novabbe.com su Twitter

Oppure, seguilo su Facebook

Il perché sta nella situazione delle acque sottostanti al ponte. Infatti le acque del fiume Mekong, quando la stagione è secca, si ritirano notevolmente rendendo impossibile la navigazione di piccole e medie imbarcazioni. Gli abitanti del posto vista l’incombenza quindi hanno deciso di costruire un ponte di bamboo (materia prima abbondante in quelle zone) per ovviare al problema.

Ogni anno quindi, appena il livello delle acque scende, si comincia a costruire il ponte con la sola forza lavoro dell’uomo, o meglio, a mano.

Quando poi arrivano le prime piogge e il fiume si riempie d’acqua e correnti violente, il ponte viene smontato, sempre a mano e conservato per l’anno dopo. Questo perché semplicemente non resisterebbe alle impervie della natura.

Questa usanza va avanti ormai da decenni anche se questi anni potrebbero essere gli ultimi. Gli abitati della zona infatti stanno vedendosi costruire un ponte in cemento che dovrebbe sostituire questo attuale. Più solido, più resistente e si spera anche più duraturo. Ma sopratutto fisso.

La costruzione del ponte in cemento però non porta solo vantaggi, ma anche dei bei grattacapi in quanto il ponte in bamboo è meta turistica per molti curiosi. Il perché di tanta curiosità sta nel fatto che quando lo si attraversa, per effetto della flessione del bamboo, sembra di cavalcare una vera e propria onda.

Il ponte resiste al passaggio di veicoli standard e non di pesi massimi, lentamente quindi svolge il suo dovere.

Il ponte di bamboo scomparirà, sostituito dal ponte di cemento. Tutto al passo coi tempi, perché in fondo è facile lamentarsi del cemento, ma quanto è difficile ritornare ad essere lenti e pazienti? Quando la testa è dura, come il cemento, difficilmente lo si capisce.


Segui novabbe.com su Twitter