Razzista in carcere da 35 anni, muore in cella insonorizzata e con luce accesa 24h su 24

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Qual’è la peggior pena da dare a una persona che si è dimostrata davvero cattiva, oltre ogni limite immaginabile? La pena di morte? No, una cella completamente insonorizzata e con una luce potente accesa sempre, giorno e notte.

Vi immaginate di stare rinchiusi in un’ambiente simile per anche solo un giorno? Non riuscire a distinguere che ora è, non avere contatto umano con nessuno, non riuscire a riposare gli occhi in quanto la luce è sempre presente e sempre nella stessa quantità. Una tortura che come cattiveria va ben oltre alla pena di morte.

È successo a colui che era ritenuto uno dei detenuti più pericolosi d’America: Thomas Silverstein. Il suo crimine, iniziale, era quello di appartenere a un gruppo di fanatici della razza superiore, conosciuti come White Supremacist Aryan Brotherhood.

Il credo di questo gruppo è molto simile a quello nazista in quanto si basa principalmente sulla superiorità della razza bianca e sull’odio per la razza nera, senza troppe sfumature.

Una volta entrato in carcere per omicidio, da giovanissimo, Thomas comincia a collezionare una serie di omicidi anche dentro le sbarre tali da far impallidire chiunque. Ogni motivo è buono per uccidere persone di colore o semplicemente persone che si opponevano alla sua opinione e ai suoi gesti.