Genova. Il ristorante ricavato da una enorme grotta con tanto di laghetto all’interno

Genova è una città che non finisce mai di stupire. I suoi abitanti la chiamano “la Superba” e devo dire che non c’è nome migliore. Città che potrebbe raccontare centinaia di storie prese dalle innumerevoli persone che l’hanno attraversata, vissuta, vista anche solo per qualche ora.

Tra tutte queste storie c’è quella di un ristorante conosciuto come “La Grotta“. Non era un nome messo li a caso, era un nome chiaro e semplice utile a descrivere senza giri di parole ciò che quel ristorante fosse veramente, una vera e propria grotta. Ad oggi non è rimasta la minima traccia di questo posto che sembrava uscire da un film di fantascienza.

Chiuso negli anni 50, per dar spazio a nuove costruzioni e al nuovo che avanza, questo ristorante è stato per i Genovesi, in particolare per gli abitanti di Sestri Ponente, un luogo magico, dov’era sempre il caso di organizzare un pranzo di matrimonio o una cena di lavoro.

Il ristorante, a seconda del periodo, poteva trasformarsi anche in una birreria artigianale o in un’enoteca, dipendeva fondamentalmente dalle esigenze del momento. Su questo posto la leggenda narra che alcune tappezzerie fossero state firmate da Napoleone e dai suoi generali durante la campagna d’Italia. Un altro nome celebre collegato a questo ristorante è quello di Fausto Coppi, cliente stimato ed abituale che amava fermarsi al ristorante assieme alla compagnia dei suoi amici sestresi.

La Grotta ospitava al suo interno anche un piccolo laghetto nella quale i proprietari misero una piccola imbarcazione come abbellimento. Il risultato scenografico era mozzafiato.

Se cercate il ristorante adesso potreste usare la fantasia per trovarlo, in quanto facendo un giro in via sestri, al suo posto troverete un enorme magazzino commerciale.

Voi penserete che sono stati pazzi a distruggere un ambiente così bello per costruirci dei magazzini di deposito in cemento? Probabilmente si, ma vi invito a pensare cosa penseranno di noi le generazioni future vedendo quello che stiamo distruggendo adesso, a volte, anche per molto meno di un magazzino.

Ogni tempo ha le sue riflessione e le sue idee, per questo è importante la cultura e la conoscenza della storia, così che le idee attuali non commettano i sbagli di quelle passate, così facendo il mondo diventa un qualcosa da cui imparare, non un posto da riparare.


Genova voleva chiedere 247 anni di affitto arretrato all’Inghilterra, poi dicono che i Liguri sono tirchi.