Picchiato e imprigionato dopo aver salvato 1000 cani dai macelli cinesi (immagini forti)

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Ogni anno in Cina c’è un festival dove si celebra la carne di cane. Per gli amanti di questa pietanza è un’ottima occasione dove scendere per le strade e cercare le migliori offerte da assaporare, praticamente la stessa storia che facciamo noi con gli agnelli a pasqua, solo che invece di andare in macelleria, i macellai sono per strada.

Questa tradizione che va avanti da anni sembra stia per vedere la sua fine grazie a un gruppo sempre più numeroso di attivisti che prova a boicottarla e cancellarla per sempre. Uno tra questi è Ching, attivissimo non solo per i cani ma anche per i suoi fan su Facebook.

Dall’inizio della sua attività è riuscito a terminare l’attività di ben 6 macelli di cani fondamentalmente con due tecniche: la prima, più elementare, consiste nell’acquistare i cani e spedirli in nazioni più sicure, la seconda, più difficile da attuare, consiste nel convincere i proprietari di queste attività a smettere.

Nel convincere però, il caro Ching, tiene sempre in considerazione che per molte persone quello di allevare cani per il macello non è sempre una mera scelta di vita e crudeltà ma anche un elementare bisogno per la sopravvivenza, un lavoro insomma, proprio come i nostri macellai o chi lavori in industrie che causano evidenti tumori ai cittadini che abitano vicini a questi eco-mostri.