– ATTENZIONE QUESTO ARTICOLO CONTIENE IMMAGINI SCIOCCANTI –

L’autore di queste immagini, direi molto forti e poco digeribili, è Shahak Shapira, un giovane e biondo artista che ha realizzato questi fotoritocchi per cercare la risposta a una domanda :

come ti comporti in un luogo che simboleggia la morte di milioni di persone ?

I selfie originali li ha presi praticamente da ovunque : instagam, facebook, imgur, twitter… bastava cercare usando la geolocalizzazione ed ecco che viene fuori il materiale che tanto desiderava vedere, far vedere e indubbiamente, ridicolizzare si ma senza ridere.

Un luogo rappresenta sempre qualcosa, anche quando puo presentarsi fine a se stesso e nulla di piu.

Il memoriale dell’Olocausto a Berlino però non è proprio un luogo semplice, con la sua libertà di viverlo come meglio si crede. Quel luogo rappresenta qualcosa e se non rispettato cade subito il suo unico senso : rappresentare.

In un luogo simile puoi farci dei pensieri, dei video, quello che vuoi, purchè assieme al proprio pensiero si dia il giusto spazio a cio che realmente questo luogo rappresenta. Peter Eisenman, l’architetto che ha realizzato quest’opera, credo volesse esprimere il profondo concetto di presenza, nonostante tutto, come se quei blocchi volessero essere la somma di tutte le lapidi di cui non hanno degnato le vittime dell’olocausto, o peggio le loro ceneri. In qualunque caso non è proprio il luogo dove puoi fare di tutto.

C’è anche da dire che come “atteggiamenti offensivi” c’è anche di peggio, è vero, e probabilmente svegliarsi la mattina e vedere il web preso per mano con la tua identità che sparge viralità, non deve essere proprio una gran cosa. Chissà la faccia dei poveri protagonisti quando hanno visto quello che è semplicemente il piccolo, e forse infondato, stimolo di minchiaggine durante il selfie, trasformarsi in qualcosa di sprofondatamente peggio.

Per risolvere il problema tra la mancata sensibilità, anche se per motivi comprensibili, e lo stimolo di minchiaggine, è facile, basta accendere il pulsante della consapevolezza. Non è poi un’azione immediata che vi si richede, ma qualcosa di molto più calmo di quanto si possa pensare, avete i tempo di fare la foto, guardarla…guardarla bene, pensare e poi, prima di pubblicare, prensare ancora. Vedrete che in questo modo il pulsante della consapevolezza sarà molto più facile da trovare al momento giusto.

Se dopo tutta questa riflessione vi chiedete alla fine chi è questo Shahak Shapira, è lui :

Shahak Shapira http://yolocaust.de/
Classe 86, Salentino, Creativo & Autodidatta. Creatore e unico autore di Novabbè. Oltre a condividere Contenuti Stupefacenti sono un consulente web. Se mi stavi cercando, mi hai trovato, contattami.