Negli anni 60 i Sovietici spegnevano gli incendi usando le bombe nucleari

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Il titolo sembra un pò una supercazzola, invece è tutto vero, i Sovietici negli anni 60 spegnevano gli incendi dei pozzi di gas usando la bombe nucleari.

Russia e America sono da sempre le potenze nucleari per eccellenza, temute da tutti proprio per questo, hanno fatto si che quando si parla di “nucleare” ci si immagini per prima cosa il classico fungo post esplosione. Qualcosa che devasta tutto senza lasciare nulla dietro di se.

Eppure i Sovietici hanno trovato un modo alternativo per poter sfruttare queste esplosioni. Fino ad allora si era pensato fossero utili per creare dei porti in Alaska ad esempio, bastava far esplodere una bomba atomica sulla costa et voilà, il porto è servito. Questi esperimenti non diedero i risultati sperati in quanto l’area destinata all’esplosione risultava troppo radioattiva subito dopo l’esperimento. Voi direte “ovvio” ma è sempre troppo facile fare sentenze a postumi.

Uno di questi esperimenti nucleari si svolse in Sedan, creando un cratere talmente grande da diventare un’attrazione turistica. Eccolo:

Ma come hanno fatto a spegnere un incendio usando una bomba nucleare?

Semplice, gli incendi dei pozzi di gas erano all’epoca praticamente indomabili, in quanto la fonte di gas doveva esaurirsi del tutto per non alimentare più le fiamme. Questo significava una perdita in denaro davvero ingente. In un solo giorno si bruciava più gas di quanto ne richiedesse il consumo di un’intera città come San Pietroburgo.

Cosa pensarono di fare quindi? Piazzare una bomba accanto al “canale” che portava il gas in superficie e farla esplodere. In questo modo avrebbero interrotto il flusso di gas e mantenuta la riserva nel sottosuolo. Incredibile vero? Ecco un piccolo schema che descrive il tutto.