Quanti di voi hanno sempre sognato un matrimonio da favola, per poi ridursi a scegliere solo il ristorante chiamato “da Favola”.

Il matrimonio è una delle fantasie più persistenti nelle menti delle ragazze cristiane ( praticanti, amanti o vere e proprie groupie di Gesù ). Quando si pensa al giorno del fatidico si, gli occhi si riempiono di spirito e gioia ed un senso di vuoto comincia a pervadere le tasche pronte a riempirsi per coprire tutte le spese, gli affitti e i ricchi menù per gli ospiti ghiotti di abiti indossati con pseudo eleganza e cravatte che raccontano dei loro proprietari attraverso colori e fantasie.

Tutto questo Jeremy e Rachelle lo sapevano. Ecco perché una volta ritrovati seduti attorno a un tavolo a pianificare il loro matrimonio, decidono che quella favola non doveva ridursi a un costoso planning perfetto, da compiere con ansia da prestazione, ma doveva essere qualcosa di più.

Poche settimane dopo si ritrovano con un furgone a girare l’Islanda con l’obbiettivo di trovare il posto dove scambiarsi la loro promessa, nel totale spirito del viaggio e della scoperta.

Per quanto un matrimonio possa essere inteso come partecipazione, la cosa più importante rimane la promessa fra i coniugi.

Decidono di documentare questo viaggio con una serie di scatti bellissimi, pieni di paesaggi ed emozioni. Gli scatti sono opere di Troy Moth, che in quella esperienza ricopriva il ruolo del classico fotografo matrimoniale, credo anche ben e meritatamente pagato, visto la qualità degli scatti.

Nel cammino trovano le rovine di una chiesa sopravvissuta all’eruzione di un vulcano vicino. Un posto molto suggestivo, perfetto per una promessa di matrimonio. Lo scambio di anelli e la formula del rito matrimoniale sono l’unica loro compagnia in quel momento, fatto di intimità ed essenzialità. Ecco il sogno avverato, sposarsi secondo i propri desideri, con un carico di coraggio e palle che appare come un utopia per molti.

Se state per sposarvi, se state per scambiarvi una promessa, pensate bene se lo state facendo secondo i vostri desideri o quelli dei vostri genitori, per molti finanziatori dell’evento e quindi in un certo senso “proprietari”.

Il matrimonio non è un oggetto ma uno status. Lo si rappresenta con un anello al dito, ma non è il duro metallo a fare la differenza. In amore le cose dure vanno usate con cautela e nei momenti propizi.

Se avete qualche migliaio di euro da spendere, pensate a un viaggio o a realizzare un vostro desiderio vero, non l’ennesima esperienza “da fare”. La vita è una ed è la vostra.

Godetevi l’album di matrimonio di Jeremy e Rachelle:

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