Jérémie è un uomo di Haiti, attualmente ha 38 anni ed è conosciuto in tutta l’isola come “Papà Jérémie” per una cosa che lo caratterizza su tutti: ha 62 figli.

Non è un latin lover e allo stesso tempo non deve temere di trovarsi di fronte a un esercito di mamme pronte a fargli la pelle. I suoi in realtà non sono figli naturali, ma adottati. Piccola differenza tecnica che di all’infuori della specifica, differenza non è.

Tutto comincia subito dopo lo tsunami che colpi tragicamente quelle terre. Nel 2010 era ancora un impiegato delle Nazioni Unite che operava nel campo delle telecomunicazioni, svolgeva una normalissima vita e come tutti gli abitanti del posto non sapeva che da li a poco avrebbe dovuto affrontare una tragedia unica, con migliaia di morti e altrettanti dispersi.

Jérémie subito dopo esser stato travolto dall’ondata si svegliò circondato da cadaveri di adulti e bambini. Uscì dal fango afferrando due bambini che ancora respiravano e decise poi di tenerli con sé dopo aver scoperto che i genitori erano morti. Da quel momento nasce “Papà Jérémie“.

Il suo passato è pieno di storie tristi nonché la tipica storia appartenente a un bambino sopravvissuto all’inferno, per questo assieme al corpo ha sviluppato anche la sensibilità verso un mondo che lo ha accolto con durezza ed allo stesso tempo lo ha ispirato a migliorarsi e migliorare ciò che lo circonda.

Dopo i due bambini Jérémie decide di adottare altri bambini che si sono ritrovati orfani o figli di genitori che vivevano in estrema povertà. La sua casa è diventata un vero e proprio orfanotrofio dove a capo c’è solo lui e le persone con cui collabora. Negli anni è arrivato ad avere ben 62 bambini da accudire, per questo motivo lavora sempre ed è sempre attivo nel cercare di donargli una vita degna.

Con la giusta motivazione e con gli aiuti in arrivo dalla comunità locale ed estera, è riuscito anche a mandare un ragazzo al college e si augura di riuscire a fare lo stesso per tutti gli altri ospiti.

Una curiosità davvero singolare e che con tutti quei figli, non ha mai avuto il tempo e il modo sino ad ora di trovare una moglie. Assurdo ma vero.

Questa vicenda mi fa pensare a una cosa:

Figlio non è colui che ti appartiene nel presente, ma colui che desideri appartenga al mondo in futuro. In questo modo ogni cosa può appartenerti, ed allo stesso tempo, l’appartenenza si concretizza in gesti di amore e sani esempi da dare per sperare in un futuro roseo.

Fonte: https://www.lovewhatmatters.com

Classe 86, Salentino, Creativo & Autodidatta. Creatore e unico autore di Novabbè. Oltre a condividere Contenuti Stupefacenti sono un consulente web. Se mi stavi cercando, mi hai trovato, contattami.